Sale rosa dell’Himalaya: tra costi e proprietà nutrizionali tanti dubbi

Comparso in molte ricette lifestyle, insieme ad altri alimenti new entry per le nostre tavole come zenzero, curcuma, semi di Chia e bacche di Goji, il sale rosa dell’Himalaya attira lodi ma anche molte critiche. Tra costi e proprietà nutrizionali scopriamo i motivi dei dubbi.

Chi non ha sentito o letto su qualche rivista negli ultimi due anni una ricetta con il sale rosa dell’Himalaya? Questo ingrediente spopola. Come la curcuma, lo zenzero, i semi di Chia, le bacche di Goji. Sarà la moda salutista, saran le ricette lifestyle che vogliono arricchire  o rivisitare i piatti con ingredienti originali, orientaleggianti. E così apriamo i nostri barattoli del sale a questo sale rosa. C’è chi ne esalta il sapore, capace di farsi sentire ma senza sopraffare gli altri alimenti nel piatto, chi le presunte proprietà nutrizionali e chi i benefici che può dare in caso di ipertensione e ritenzione idrica. Dall’altra parte della bilancia però troviamo la presenza minima di iodio e l’elevato costo (si son registrati prezzi dalle 7 alle 30 volte più cari del sale marino).

 

Le caratteristiche ed i dubbi

I biologi che hanno analizzato questo sale hanno riscontrato che è un sale non raffinato (non viene sottoposto a trattamento sbiancante), è privo di contaminazioni ambientali (come quelle invece presenti in mare), è ricco di zinco, rame e ferro, contiene tutti gli oligoelementi di cui abbiamo bisogno. Inoltre il quantitativo di cloruro di sodio è decisamente ridotto rispetto agli altri sali, caratteristica che limita la ritenzione idrica e l’ipertensione.

Ma a detta di molti dottori i vantaggi pratici sono molto limitati.

Gli 85 oligoelementi contenuti sono presenti in percentuali basse e anche lo iodio, importantissimo micronutriente per la funzionalità degli ormoni tiroidei, è minimo. E lo iodio è importante per lo sviluppo del sistema nervoso e per il mantenimento dell’equilibrio metabolico. Attraverso il sale iodato si può raggiungere la soglia di iodio raccomandata dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per una corretta presenza nell’organismo.

Anche il maggior contenuto di ferro presente nel sale rosa, da molti lodato proprio per questa presenza in percentuali elevate, deve comunque portare a riflettere che non per questo va aggiunto più sale nel piatto, che visto che c’è ferro meglio allora abbondare quando lo si mette. Assolutamente. Il ferro va assunto prevalentemente da altri alimenti come la carne, le verdure, i legumi, le uova, la frutta secca. Il sale, che sia bianco o rosa, se assunto in eccesso può portare a ipertensione, problemi cardiovascolari, calcoli renali, gastrite, osteoporosi.

 

Le origini dubbie

Il sale dell’Himalaya viene estratto nelle miniere naturali di sale che si trovano sulla catena montuosa himalayana. In molti parlano però di sale del Pakistan spacciato per quello ben più pregiato e rinomato himalayano. Le condizioni di lavoro per chi lavora in miniera sono molto pesanti, con lavoratori (molti dei quali donne) che sarebbero costretti a portare sulle spalle sacchi pesanti dall’interno delle miniere fino alle aree di lavorazione esterne.

 

 

 

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