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Italiani tutti a dieta!


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Per motivi di salute, per motivi etici o per semplice voglia di apparire in perfetta forma: questi i motivi che spingono tanti italiani a dieta. Ma quanti sono gli obesi? In quali regioni e quanto costa l’obesità alle casse dello Stato?

Secondo le ultime informazioni disponibili, sono circa 16,9 milioni le persone che nel nostro Paese seguono uno specifico regime alimentare, di cui ben 7,7 milioni con assiduità giornaliera. Una passione per la forma fisica che scaturisce dalle complessive condizioni di salute: nonostante una speranza di vita tra le più elevate d’Europa, in Italia è sovrappeso oltre 1 persona su 3 (36%, con preponderanza maschile: 44,8% rispetto al 28,2% nelle donne), obesa 1 su 10 e diabetica più di 1 su 20 (5,5%), con prevalenza tra baby boomers e generazione X.

Le Regioni con più obesi

Le Regioni con il maggior numero di persone obese o sovrappeso sono per gli uomini il Molise (64,8%), la Campania (61,6%) e la Sicilia (60,6%), mentre per le donne la Basilicata (46,5%), la Puglia (44,1%) e la Campania (43,7%). Tra i più magri d’Italia, all’opposto, i trentini, i valdostani ed i piemontesi.

 

L’obesità è un costo per le spese dello Stato

La letteratura medica internazionale ha a più riprese misurato l’impatto negativo dell’obesità su diverse dimensioni della qualità della vita, quali la condizione fisica, il benessere psicologico e la funzionalità sociale. Non sono inoltre da sottovalutare sia i costidiretti prodotti dal progressivo incremento dell’indice di massa corporea, in larga parte attribuibili ai trattamenti e alle ospedalizzazioni necessarie per la cura delle patologie associate (diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, ecc.), sia i costi indiretti, legati prevalentemente alla perdita di produttività per malattia e mortalità precoce. Stupisce il dato (fonte McKinsey) per cui le risorse della finanza pubblica impegnate nella lotta all’obesità a livello globale sono pari agli investimenti militari e a quelli per prevenire il terrorismo.

Il programma per promuovere stili di vita salutari

Secondo le informazioni disponibili (IBDO Foundation) l’obesità è responsabile del 4% della spesa sanitaria nazionale, per un totale di circa 4,5 miliardi di euro. Per cercare di contenere questo esborso, l’Istituto superiore di sanità ed il Ministero dell’Istruzione, di concerto con le Regioni e le aziende sanitarie locali, hanno avviato negli ultimi anni il programma “Guadagnare salute”, con l’obiettivo di promuovere stili di vita salutari a partire sin dai primi anni di vita, assecondare ambienti di lavoro più salubri e sostenere l’attività fisica.

Eccessi alimentari e attività fisica

Del resto, è stato stimato che nei principali Paesi europei una misura compresa tra il 60 e il 100% dell’aumento di peso sia da attribuire agli eccessi alimentari piuttosto che alla mancanza di attività fisica, che anzi nel nostro Paese è data in aumento.

Italiani un popolo a dieta

Dotate di fondamenta più o meno scientifiche le diete continuano ad appassionare un Paese che ama il cibo e che ha a cuore la forma fisica. Escludendo la dieta mediterranea di riferimento così come quelle vegetariana e vegana che vanno per la maggiore, può essere interessante passare in rassegna i regimi alimentari che nel 2016 hanno raccolto i maggiori consensi.


Ma quante diete ci sono?… 

La dieta Dash

Nasce come insieme di regole preventive per i pazienti con ipertensione e si afferma come dieta generalista. La caratteristica principale consiste nel limitare l’utilizzo del sale nei piatti a 2,3 grammi complessivi al giorno, una quantità che equivale a poco più di due cucchiaini da caffè. Secondo le linee guida, sono ammessi cibi come frutta, verdura, cereali integrali e con poco condimento.


La dieta della mente

Si pone l’obiettivo di rallentare il declino cognitivo legato all’età, riducendo il rischio di sviluppare malattie come l’Alzheimer ed abbattendo l’età cerebrale di 7,5 anni. Essa si basa sull’assunzione, che può essere più o meno esclusiva, di dieci prodotti base ritenuti indispensabili: nocciole e mandorle, sardine, cacao, uova, the verde, avocado, mirtilli, curcuma, cereali integrali e ceci.


La dieta Lemme

Assicura un rapido dimagrimento attraverso una corretta combinazione di cibi ed una loro assunzione in determinati momenti della giornata. Essa si basa infatti sulla biochimica degli alimenti e dunque sulle reazioni che un determinato alimento produce una volta ingerito. Lo schema della dieta Lemme prevede colazione a base di pasta, ricca di carboidrati, pranzo e cena con carne e pesce, ricchi di proteine.


La dieta del gruppo sanguigno (o emodieta)

Ha lo scopo di migliorare lo stato di salute, selezionando gli alimenti in base alle caratteristiche genetiche. La premessa è che la fonte di origine di quasi tutti i disturbi è localizzata nel sistema digerente e in particolare nell’intestino, che reagisce alle sostanze che vengono introdotte ogni giorno attraverso il consumo di determinati alimenti e che possono risultare tossiche. Non esiste dunque un elenco di cibi preferibili, dal momento che esso varia a seconda del gruppo sanguigno di appartenenza.


La dieta TLC

E’ un modello alimentare che ha l’obiettivo di abbassare il colesterolo, dall’8% al 10%, tramite una drastica riduzione dei grassi ed in particolare di quelli saturi, che non devono superare i 200 grammi (pari al 7% delle calorie giornaliere).


La dieta Mayo Clinic

E’ basata prevalentemente sul progressivo cambiamento delle abitudini alimentari e degli stili di vita, con lo scopo di abbandonare le cattive abitudini e di sostituirle con quelle buone. Essa pertanto consiglia di non mangiare davanti alla tv, di abolire gli spuntini fuori pasto e la troppa carne e di ridurre l’assunzione di zuccheri, tanto quanto suggerisce di praticare una moderata attività fisica e di fare una colazione abbondante.


La dieta flexitariana (dalla combinazione tra flessibile e vegetariana)

Offre i benefici di una dieta vegetariana senza dover rinunciare del tutto alla carne. Ancor più della quantità di carne consumata, è considerata determinante la quantità di alimenti vegetali aggiunti alla dieta, come legumi, frutta secca, cereali integrali, frutta e verdura di stagione.


La dieta volumetrica

Trova il proprio fondamento nel consumo di cibi a bassa densità calorica (essa fornisce non più 1.200 calorie al giorno) che però consentono il raggiungimento del senso di sazietà: privilegia piatti unici light a base di insalate verdi o miste, centrifugati, the e tisane. L’olio extra vergine d’oliva, ad esempio, è spesso emulsionato con spezie, succo di limone, aceto o senape, per insaporire a zero calorie.


La dieta Jenny Craig

E’ un modello alimentare di origine statunitense, ipocalorico e a base di pasti congelati e liofilizzati: essa prevede un massiccio consumo di frutta, verdura e cereali, carne bianca e rossa, uova, pesce, legumi. Sono ammesse piccole quantità di cioccolata, pop-corn senza sale, semplici snack e pizza margherita, mentre sono completamente banditi i derivati del latte, i grassi saturi e i cibi ricchi di sodio.


La dieta di Okinawa

Prende il nome dalle isole giapponesi omonime, dove si trova il maggior numero di centenari: secondo diverse teorie, l’alimentazione è proprio il motivo per cui così tante persone riescono a vivere così a lungo. La dieta di Okinawa riprende le abitudini alimentari tipiche della popolazione locale il cui segreto è principalmente quello di mangiare molto pesce e altrettanta verdura, soia, derivati della soia, tofu ed alghe senza mai riempire completamente lo stomaco. Si usa pochissimo sale, si mangiano cibi ricchi di vitamine e si beve tè al gelsomino, una bevanda che fornisce grandi benefici nella prevenzione del cancro.

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