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In Italia aumenta il consumo di farmaci per depressione, ansia e sonno

Il ricorso a farmaci antidepressivi ha visto un trend di aumento negli anni recenti: la depressione colpisce il 12,6% della popolazione, con punte nelle Regioni del Nord (13%) e tra le donne, dove affligge circa il 17% della popolazione, contro l’8% degli uomini. L’incidenza della patologia aumenta con l’età anagrafica, raggiungendo il 22% tra gli over 75. Noto è anche l’abuso di farmaci contro i disturbi di acidità, patologia spesso causata dalla presenza congiunta di stati di stress e ansia.

 

Una recente indagine di Eurobarometro rivela che gli italiani sono il popolo meno consapevole in Europa sui rischi di riduzione dell’efficacia causata dall’uso frequente. Sorprendente è poi il fatto che circa un italiano su sei sia convinto del contrario: una errata percezione che è concausa di abusi nell’assunzione.

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Nonostante l’aumento del consumo di farmaci siamo ancora tra i Paesi con la spesa sanitaria più bassa in Europa, con i circa 3.272 dollari per abitante contro gli oltre 5.200 della Germania e i circa 4.400 della Francia. Investiamo meno dell’Europa, anche ed in particolare in servizi al cittadino. È però arrivata a 34,5 miliardi di euro la spesa sanitaria privata e ha registrato un incremento in termini reali del 3,2% negli ultimi due anni (2013-2015): un ritmo doppio rispetto all’aumento della spesa per i consumi delle famiglie.

Se spendiamo di più e ci curiamo di meno è anche perché i prezzi delle cure mediche sono aumentati e la quota a carico dei cittadini è cresciuta più rapidamente rispetto ai loro redditi.