Il bollettino delle cose belle

In una società ed in un momento storico in cui si tende a vedere solo le cose brutte basterebbe guardarsi indietro per scoprire che rispetto ai decenni passati alcune evoluzioni belle e positive ci sono state.

Pensiamo agli anni ’70. Peggio ancora, a quelli ’80. Sugli anni ’90 nessuno si esprime perché il peggio era arrivato proprio in quel periodo storico. Oggi le cose sono cambiate o, meglio, stanno cambiando. Dopotutto, qualcosa di buono questo decennio lo sta portando.

Qualche esempio pratico? In quali ambiti possiamo vedere dei miglioramenti?

Inquinamento globale

Grazie alle battaglie intraprese da scienziati e luminari dotati di coscienza, il mondo del petrolio ha introdotto sostanze e prodotti meno nocivi di quelli utilizzati in precedenza. Le industrie hanno imposto regole più restrittive sull’utilizzo di sostanze chimiche e sul metodo di smaltimento. Quello che respiravamo trent’anni fa, non è paragonabile a quello di oggi. Per fortuna.
L’utilizzo di fonti alternative (acqua? idrogeno? vento?) è ancora lontano dagli interessi di investitori e politici, ma le lotte intestine tra chi sogna un business “verde” e chi invece ripiega ancora su metodi considerati ormai feudali, ci sono ancora e continuano ad infiammare molte persone che contano. Dobbiamo solo sperare che qualcuno riesca ad indirizzare la richiesta verso i nuovi paradigmi.

Salute e benessere

La scienza moderna ha compiuto passi da giganti grazie allo sviluppo del mercato farmaceutico e all’indotto ospedaliero in continua evoluzione. La sanità è il più grande bacino d’utenza di ogni paese e grazie al progresso delle ricerche è riuscito a stabilire nuovi record capaci di garantire aspettative di vita sempre migliori. L’altra faccia della medaglia è che qualsiasi cosa si faccia per il proprio benessere o per salvarsi la pelle, bisogna pagarla cara e sopravvive solo chi può permettersela. C’è ancora da lavorarci.

Alimentazione e stili di vita

Il traino delle attività biologiche ha spinto molti produttori a dare un maggior peso alla propria coscienza. Il vantaggio di supportare – o adottare – uno stile di vita più consapevole è stato quello di produrre meglio senza spendere necessariamente di più. Il risultato è che oggi sempre più Comuni introducono nelle loro mense scolastiche pasti a Km 0 o da agricoltura biologica. Il motivo è sempre economico, perché il cibo a Km 0 costa meno e lo si trova nei dintorni senza spendere una fortuna in trasporti e logistica e inoltre i prodotti bio sono ormai una realtà consolidata che permette addirittura di far risparmiare molto in termini di energia e supporto.
L’industria della moda e dell’alimentazione sono sempre più “green”. Può andare solo meglio.

Conclusioni

I nostri genitori, o nonni, vivevano forse anche peggio. Qualcosa di buono, in fondo, lo stiamo vivendo anche noi.